Attività alberghiere, balneari, ed operatori turistici: “Il governo intervenga per tutelarci da azioni di risarcimento in caso di contagio”. Tommaso Cerciello, Conf PMI ITALIA “ Non si può operare con questa spada di Damocle sulla testa”

Attività alberghiere, balneari, ed operatori turistici: “Il governo intervenga per tutelarci da azioni di risarcimento in caso di contagio”. Tommaso Cerciello, Conf PMI ITALIA “ Non si può operare con questa spada di Damocle sulla testa”
Maggio 12 15:24 2020 Print This Article

Le attività ricettive non possono riprendere con la “Spada di Damocle” del risarcimento danni, nel caso di contagio nelle proprie strutture, che pende sulle proprie teste. Le associazioni di categorie stanno prendendo posizione su questo chiedendo al governo specifiche forme di tutela. Tra le prime a sollevare il problema è stata Federalberghi che ha chiesto un “ombrello” normativo per evitare richieste di risarcimento in caso di contagi in albergo. Al momento nessuna risposta è pervenuta. L’intervento richiesto Federalberghi andrebbe, naturalmente, esteso a tutta la filiera del turismo, dalla ricettività ai pubblici esercizi fino ad arrivare agli stabilimenti in concessione demaniale. Anche numerosi legali sono d’accordo nell’evidenziare l’impossibilità a dimostrare dove i clienti si sono infettati. Intanto il governo sulla questione tace.

Al tempo stesso continuano a mancare riferimenti certi circa le date per gli spostamenti consentiti tra le regioni e sulle norme di distanziamento sulle spiagge.

Le imprese che lavorano nella filiera turistica, gli alberghi e gli stabilimenti balneari non possono operare con questa incertezza e con il concreto pericolo di potersi ritrovare in tribunale a difendersi da pesanti azioni di risarcimento impossibili, tra l’altro, da dimostrare nel concreto .– ribadisce Tommaso Cerciello presidente nazionale della Conf PMI ITALIA – Noi siamo a loro fianco e chiediamo al governo misure chiare,  soprattutto una tutela specifica contro ogni pericolo di incorrere in assurde azioni di responsabilità. Dopo il danno, per l’intero comparto, sarebbe un’ amara beffa. Purtroppo riscontriamo, al momento, solo silenzio e confusione”.

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