Palermo – Ancora un incidente mortale sul lavoro in Sicilia. Un fabbro di 39 anni, Giovanni Patricola, è morto dopo essere precipitato da circa 6 metri di altezza durante i lavori di ristrutturazione di un balcone crollato in una palazzina di due piani in via De Gasperi, a Villafrati, in provincia di Palermo.
L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza nei cantieri e su un fenomeno che continua a destare forte preoccupazione, come confermano i dati relativi agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali. «In una Sicilia già profondamente colpita da un’altra tragedia sul lavoro, con la morte dei quattro braccianti di Canicattì di lunedì scorso, la morte di Giovanni Patricola richiama ancora una volta l’attenzione sulla gravità dell’emergenza infortuni e la necessità di interventi concreti e immediati», dichiara Giorgia Lauretta, Reggente dell’ANMIL Sicilia.
«Le denunce di infortunio sul lavoro sono state 18.909, contro le 17.272 dello stesso periodo del 2025, con un aumento del 9,5%. Le denunce di infortunio mortale sono passate da 57 a 61, mentre quelle relative alle malattie professionali sono salite da 1.061 a 1.481, con un incremento del 39,6%. Dietro questi numeri ci sono lavoratori esposti a rischi, famiglie coinvolte e conseguenze È indispensabile rafforzare la prevenzione e fare in modo che la tutela della salute e della sicurezza diventi una priorità effettiva in ogni ambiente di lavoro».
Particolarmente preoccupante è il quadro della provincia di Palermo, dove gli indicatori evidenziano un ulteriore peggioramento.
«Nei primi otto mesi dell’anno, nella provincia di Palermo si sono registrate 4.505 denunce di infortunio, rispetto alle 4.067 dello stesso periodo del 2025, con un aumento del 10,8%. Le denunce di infortunio mortale sono già 18, contro le 15 dell’anno precedente, mentre le malattie professionali sono passate da 168 a 282, con una crescita del 67,9%», continua Lauretta.
«Non possiamo rimanere indifferenti di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro, di fronte all’ennesimo operaio che precipita nel vuoto mentre svolge la propria attività. Dietro ogni incidente ci sono una persona, una famiglia e un futuro spezzato. Non è accettabile che si continui a morire o a rimanere gravemente feriti mentre si lavora. La sicurezza non può essere affidata al caso: deve essere garantita attraverso prevenzione, controlli rigorosi e il rispetto concreto delle norme. Non possiamo aspettare l’ennesimo crollo per ricordarci che la vita dei lavoratori viene prima di tutto», conclude la Presidente.