Scognamiglio, UNCI AGROALIMENTARE aderente a Conf PMI ITALIA: “La sostenibilità deve tenere insieme mare e pescatori”

Scognamiglio, UNCI AGROALIMENTARE aderente a Conf PMI ITALIA: “La sostenibilità deve tenere insieme mare e pescatori”
Settembre 14 15:39 2026 Print This Article

“La sostenibilità non può essere misurata soltanto attraverso la riduzione dello sforzo di pesca: deve comprendere la tenuta economica delle imprese, il lavoro dei pescatori, una lettura più ampia delle pressioni sul mare e una strategia capace di accompagnare innovazione, rinnovo della flotta e nuove generazioni”. E’ quanto ha dichiarato Gennaro Scogliamiglio, presidente nazionale di UNCI AgroAlimentare aderente a Conf PMI ITALIA, al margine della visita in Sicilia del Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis.

Il messaggio che, secondo Scognamiglio, Bruxelles dovrebbe portare con sé è preciso: le politiche comuni hanno bisogno di obiettivi condivisi, ma non possono cancellare le specificità delle marinerie, dei territori e delle persone che vivono di mare.

“La sostenibilità del pescatore è sostenibilità dell’economia ittica e non può rappresentare il punto di caduta del sistema”, sintetizza il presidente di UNCI AgroAlimentare.

 

È proprio sul significato di Politica comune della pesca che Scognamiglio concentra una parte della sua riflessione.

Comune, nella sua lettura, deve significare condivisione, non semplice trasferimento verso gli Stati membri di un sistema costruito prevalentemente attraverso restrizioni, riduzioni e sanzioni. Le regole europee devono perseguire la tutela delle risorse, ma devono anche riuscire a misurarsi con realtà produttive differenti e con gli effetti economici e sociali delle decisioni assunte.

È il punto sul quale UNCI AgroAlimentare raccoglie anche uno dei temi emersi durante il confronto istituzionale in Sicilia: riportare il pescatore al centro della costruzione delle politiche, anziché considerarlo soltanto nel momento in cui quelle politiche producono i loro effetti.

Per Scognamiglio la sostenibilità ambientale e quella socio-economica non sono obiettivi concorrenti. La tutela della risorsa resta indispensabile, ma una politica destinata a durare deve preservare anche le condizioni che permettono alle imprese, all’occupazione e alle comunità costiere di continuare a esistere.

Il presidente di UNCI AgroAlimentare richiama in questo quadro anche l’intervento del sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra e i sacrifici sostenuti negli anni dal settore italiano tra riduzione della flotta, limitazioni dell’attività e progressivo adeguamento alle regole di sostenibilità.

La domanda, oggi, è se continuare ad agire prevalentemente sullo sforzo di pesca sia sufficiente a rispondere a un Mediterraneo che nel frattempo sta cambiando.

 “Non è con la riduzione dei giorni che si vince la sfida. Così si perdono economie”,continua Scognamiglio -. Nell’eterna lotta tra prede e predatori, oggi la vince il cambiamento climatico”.

Il punto non è sottrarre la pesca alle proprie responsabilità, ma evitare che diventi l’unica variabile sulla quale intervenire davanti a trasformazioni che hanno cause molto più ampie.

Per UNCI Agroalimentare serve dunque una conoscenza scientifica capace di accompagnare la velocità dei cambiamenti del mare e una politica in grado di utilizzare quei dati leggendo l’ecosistema nel suo complesso.

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