ANGAC – Conf. PMI ITALIA“La Corte d’Appello conferma: il gestore è un imprenditore, non un dipendente mascherato.”Una sentenza che rafforza una battaglia storica, ma serve ora un’azione collettiva e definitiva”

ANGAC – Conf. PMI ITALIA“La Corte d’Appello conferma: il gestore è un imprenditore, non un dipendente mascherato.”Una sentenza che rafforza una battaglia storica, ma serve ora un’azione collettiva e definitiva”
Luglio 30 20:13 2025 Print This Article

Con la recente sentenza della Corte d’Appello di Torino, che conferma quanto già sancito in primo grado lo scorso dicembre, si consolida un principio tanto elementare quanto disatteso: il gestore di impianto carburanti è un imprenditore autonomo, non un “dipendente camuffato” attraverso contratti capestro imposti dalle compagnie petrolifere.

Il caso, portato avanti da Faib-Confesercenti a tutela di un gestore piemontese assistito dall’Avv. Massimo Sibona, riguarda l’ennesimo tentativo di trasformare il rapporto contrattuale tra compagnia e gestore da comodato a “appalto di servizio”, cancellando di fatto ogni autonomia gestionale del gestore stesso.
La sentenza, che ricalca i punti più critici denunciati da anni da ANGAC – Conf. PMI ITALIA, conferma la natura simulata di questi contratti: imposizioni aziendali, mansionari rigidi, assenza di autonomia organizzativa, margini risicati e responsabilità unilaterali, tutto in barba alla definizione giuridica di imprenditore.

“Siamo di fronte a un modello contrattuale ibrido, costruito per eludere i vincoli del lavoro subordinato senza riconoscere alcun diritto tipico dell’impresa. Un dipendente con partita IVA, senza tutele né margini”, commenta il portavoce nazionale di ANGAC.
E ancora una volta si evidenzia come le grandi compagnie abbiano costruito un sistema basato sull’assoggettamento contrattuale, scaricando ogni rischio sul gestore, ma continuando a esercitare un controllo rigido e centralizzato su prezzi, approvvigionamenti, orari, divise, fornitori e layout impiantistici.
ANGAC – Conf. PMI ITALIA accoglie con favore la sentenza, ma rilancia con forza un concetto: non bastano più le vittorie in aula. Serve una riforma strutturale, normativa e contrattuale dell’intero settore.
Chiediamo:
• Una revisione dei contratti standard, con riconoscimento della piena autonomia imprenditoriale del gestore;
• Un tavolo di confronto con il governo e le compagnie, che non escluda le sigle realmente rappresentative sul territorio;
• La fine delle imposizioni unilaterali, che negli ultimi anni hanno svilito la figura del gestore, ridotto i margini, aumentato i rischi e sottratto ogni dignità lavorativa.
Le sentenze parlano chiaro. Ora tocca alla politica e alle istituzioni ascoltare e agire. I gestori non sono esecutori su piazzale, ma presìdi economici e sociali del territorio. E se c’è ancora chi non lo ha capito, che lo legga nelle sentenze.

 

di comunicato stampa

ANGAC – Conf. PMI ITALIA
Associazione Nazionale Gestori Autonomi Carburanti

 

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