Sicurezza sul lavoro: a Napoli l’esercitazione “Pegasus 2026” innova il soccorso industriale in Italia

Sicurezza sul lavoro: a Napoli l’esercitazione “Pegasus 2026” innova il soccorso industriale in Italia
Marzo 16 22:34 2026 Print This Article
Il porto di Napoli si conferma centro d’eccellenza e innovazione per la sicurezza sul lavoro nel comparto marittimo. Sabato 14 marzo 2026, presso i Cantieri di Riparazione Navale de La Nuova Meccanica Navale (Gruppo MSC), si è svolta con successo l’esercitazione “Pegasus 2026”, la prima iniziativa a livello nazionale dedicata al soccorso sanitario industriale in spazi confinati.
Il test operativo ha avuto luogo a bordo della motonave MOBY ALE II, attualmente in fase di manutenzione per l’ingresso nella flotta di Grandi Navi Veloci (GNV). L’obiettivo era simulare il recupero di un lavoratore colto da malore all’interno di una cassa zavorra, uno degli ambienti più critici e angusti (spazio confinato) tipici della riparazione navale.
L’attività ha visto una sinergia perfetta tra diverse forze in campo: personale tecnico di LNMN e GNV, addetti antincendio e guardiafuochi,  team sanitario d’élite composto da medici, infermieri e soccorritori del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM).
Dopo un briefing strategico in plancia di comando coordinato dall’Ing. Francesco Castello (Facility Manager LNMN), dal Comandante Ostricaro Generoso (GNV) e dal Dott. Giuseppe Rocco Sileo (Capo Raggruppamento Campania del CISOM), l’esercitazione è entrata nel vivo.
Le fasi del soccorso sono state eseguite con tempi record e massima sicurezza, con l’arrivo dell’ambulanza e la salita a bordo dei sanitari, la scorta degli stessi all’interno della nave sul punto di recupero del malcapitato e con l’attività di risalita dalla cassa con sistema tripode.
La persona recuperata è stata poi posizionata sull’asse spinale e portata all’esterno nave per la salita a bordo dell’ambulanza e la successiva ospedalizzazione simulata.
L’evento non è stato solo un test di routine, ma rappresenta una vera innovazione nazionale.
È infatti la prima procedura di soccorso “su misura” programmata specificamente per gli scenari complessi delle riparazioni navali, dove gli spazi ristretti e la struttura delle navi rendono i soccorsi tradizionali estremamente difficili.
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