Frana a Niscemi: un disastro annunciato. La Conf PMI ITALIA pronta a dare il proprio contributo in questa fase di emergenza

Frana a Niscemi: un disastro annunciato. La Conf PMI ITALIA pronta a dare il proprio contributo in questa fase di emergenza
Febbraio 01 22:15 2026 Print This Article

Caltanisetta – Quanto accaduto a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, non è stato un evento improvviso e imprevedibile — è piuttosto il risultato di decenni di fragilità ignorate, di allarmi rimasti inascoltati e di politiche pubbliche che non hanno saputo proteggere i cittadini.

Le piogge intense e incessanti – degli ultimi giorni – causate dal ciclone Harry, ha provocato lo scivolamento di una porzione di territorio lungo circa quattro chilometri verso la pianura. Le immagini delle case rimaste sospese sul ciglio di un baratro, strade crollate, ed interi quartieri evacuati hanno fatto il giro del mondo. Oltre 1.500 persone hanno di fatto perso la casa.

Quanto è accaduto non è un evento isolato, né tantomeno “eccezionale”. Gli esperti geologi sanno da anni che Niscemi sorge in un’area ad altissimo rischio idrogeologico: il terreno è composto da argille instabili, soggetto a fenomeni franosi periodici che richiedono monitoraggio costante e interventi strutturali di messa in sicurezza. Allarmi e progetti di monitoraggio risalgono a decenni fa — addirittura al 1997 — ma molti strumenti sono stati dimenticati o lasciati in disuso e gli interventi più importanti non sono mai stati realizzati.

Davanti a una crisi di queste proporzioni, la reazione immediata dello Stato — lo stato di emergenza, i milioni stanziati, il sopralluogo della premier — sono misure necessarie per tamponare l’urgenza. Ma non bastano: servono risposte strutturali e durature. Manutenzione idrogeologica sistematica, reti di monitoraggio funzionanti, piani urbanistici che tengano conto del rischio reale, vera prevenzione invece di continui “ripari”, sono strumenti indispensabili per proteggere non solo Niscemi, ma tutti i territori fragili d’Italia.

Non si può più accettare che a ogni evento meteorologico forte corrisponda un bollettino di danni, di famiglie sfollate e di promesse rimaste sulla carta. Il cambiamento climatico sta aumentando l’intensità e la frequenza di fenomeni estremi: questo va riconosciuto senza retorica e affrontato con risorse e competenze. Interventi sui versanti, controllo delle falde, riduzione del consumo di suolo e piani di emergenza locali seri non sono spese inutili, ma investimenti di civiltà.

Il dramma di Niscemi deve servire da sveglia: non possiamo più permetterci di reagire solo quando il cratere è già aperto sotto i nostri piedi. La sicurezza dei cittadini deve tornare al centro delle priorità politiche. Senza questo, le prossime tragedie saranno solo una questione di tempo.

 

“Continuare ad intervenire solo dopo event di questo tipo – afferma Amleto Trigilio, Presidente ENBIFOSI  Regione  Sicilia – Presidente provinciale ConfPMI Siracusa –   significa accettare un modello inefficiente, costoso e socialmente ingiusto. È necessario un cambio di paradigma che sposti l’attenzione dalla sola emergenza alla programmazione e alla prevenzione. L’impatto è innanzitutto sociale. Dietro ogni evento estremo ci sono persone che dissesto colpisce la tenuta delle comunità, genera spostamenti forzati, precarietà e nuove forme di disagio sociale che richiedono risposte strutturate”.

“Come Confederazione – ha concluso Tommaso Cerciello, Presidente Nazionale di Conf PMI ITALIA – siamo vicini e agli imprenditori che hanno subito danni così importanti. Le nostre sedi calabresi e siciliane sono disponibili per quanto possibile a tutto il supporto che potrà occorrere per superare questa fase di emergenza. Per qualunque tipo di informazione e richiesta, ci si può rivolgere ai seguenti contatti: 081.823.53.22 ed a segreteria.nazionale@confpmiitalia.ir

 

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