by fastadmin | 4 Ottobre 2026 11:33
In un momento storico in cui la geopolitica internazionale è in fibrillazione ed in cui il tema delle accise e quello dell’incremento del prezzo del carburante hanno catalizzato l’attenzione e la preoccupazione di agricoltori, PMI dell’autotrasporto, operatori commerciali e cittadini, sempre più “stritolati” dalla globalizzazione imperante, la Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionali – aderente a Conf PMI ITALIA – nuota controcorrente, prendendo posizione in modo del tutto fuori dal coro.
«Il tema delle accise sui carburanti e l’incremento del prezzo alla pompa ha decisamente ingenerato una combinazione tra instabilità geopolitica globale e rischi di spinte inflazionistiche strutturali.
Nella pratica, si va dal rischio di scarsità fisica consequenziale ai ripetuti tagli che il Governo italiano ha applicato, ignaro che sostenere artificialmente la domanda, riducendo il prezzo alla pompa, in un momento storico di carenza mondiale, dovuta soprattutto alla riduzione della capacità di raffinazione in Europa occidentale, rischia di generare una scarsità fisica reale di carburante sul mercato interno, fino ad arrivare al rischio di perdere di vista il riallineamento delle accise tra benzina e diesel.
Il riallineamento delle aliquote del gasolio rispetto a quelle della benzina, fissando la base a 0,6729 Euro al litro, al fine di eliminare i sussidi ambientalmente dannosi, in linea con gli impegni del PNRR, sta già gravemente impattando sul sistema produttivo», dichiara preoccupata il Presidente della L.A.A.I.S.N., Tania Andreoli
L’Associazione evidenzia come la stragrande maggioranza del trasporto merci e della logistica ruoti intorno al gasolio ed anche gli esperti temono un effetto domino inflazionistico sui beni di prima necessità, peggiorando la competitività industriale.
«L’intera Europa, ma in particolar modo l’Italia, scontano le conseguenze politiche del “Gran Deal”, responsabili di avere ridotto la produzione interna, aumentando la dipendenza dalle importazioni di prodotti finiti, specialmente diesel, dal Golfo Persico», afferma il Vice Presidente, Giuseppe Neri.
Le tensioni che minacciano snodi critici come lo Stretto di Hormuz determinano un’instabilità che i soli strumenti fiscali nazionali, come i tagli “light” delle accise o i tetti massimi temporanei dei privati non favoriscono la ristrutturazione e si rischia la stagnazione dell’economia dell’intero continente europeo.
Il ritorno delle petroliere non ha ridotto i prezzi del greggio, della benzina e del diesel e si continua a concentrare le criticità sul prezzo del carburante.
«In realtà, l’esponenziale prezzo del carburante è sé un fatto geopolitico, ma ancor prima un messaggio che cambia ed incentiva i consumi – prosegue la Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionali – con uno sconto dell’ENI, che in realtà non lo è, in quanto è semplicemente un modo per razionare la domanda con i prezzi, accelerando l’esaurimento delle scorte, oltre che a praticare concorrenza sleale nei confronti dei competitor».
In questo scenario apocalittico che, per quanto riguarda il trasporto merci su gomma, sta colpendo in particolare quello del comparto delle commodities quali i metalli, quello delle forniture idriche e quello del food&beverage, si innescano i blocchi e le iniziative di questi giorni nel nostro Mezzogiorno, sulle quali la L.A.A.I.S.N. mette in guardia: «i blocchi ed i fermi stradali degli autotrasportatori e degli agricoltori danneggiano l’economia interna, favorendo le lobby e la grande distribuzione, mentre la disperazione delle categorie dei piccoli produttori e dei cosiddetti padroncini dell’autotrasporto determina un vero e proprio autogoal, con merce deperibile buttata e contratti rescissi.
Multinazionali e GDO mantengono quella solidità strutturale che consente loro di assorbire anche i ritardi temporanei, accedendo altresì anche ad importazioni estere basso costo».
Qualsiasi azione di questo tipo, in un contesto così critico, che non passi dal sostegno dell’opinione pubblica è certamente inutile e destabilizzante, causando la rottura di quei legami sociali e spingendo la classe media a richiedere interventi di ordine pubblico lasciando i piccoli produttori ed autotrasportatori ancora più isolati.
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