by fastadmin | 1 Maggio 2026 2:30
Roma – Il Coordinamento Intersindacale Nazionale (C.I.N.), promosso da CONF.SELP e sostenuto da numerose organizzazioni sindacali e datoriali, ha inviato oggi una formale comunicazione al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per segnalare i profili di criticità costituzionale connessi al decreto-legge in materia di “salario giusto”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 aprile 2026.
Nella comunicazione, trasmessa anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero del Lavoro, il C.I.N. richiama l’attenzione sul rischio che l’ancoraggio ai cosiddetti contratti collettivi “leader” possa determinare una compressione indiretta del pluralismo sindacale, in contrasto con i principi di cui all’articolo 39 della Costituzione.
All’iniziativa convergeranno tutte le organizzazioni sindacali e datoriali che nelle scorse settimane hanno già agito autonomamente sul tema, con comunicazioni e prese di posizione pubbliche. La scelta di unire le forze intende rafforzare il peso istituzionale della richiesta e dimostrare che la preoccupazione per l’assetto della rappresentanza non è circoscritta a una singola realtà, ma è condivisa trasversalmente da un fronte ampio e rappresentativo del tessuto produttivo e lavorativo nazionale.
L’iniziativa si pone in continuità con la denuncia istituzionale già presentata il 23 aprile scorso, con la quale il Coordinamento ha evidenziato le criticità emerse a seguito dell’assemblea del CNEL del 22 aprile, ritenuta idonea a produrre effetti distorsivi sulla rappresentanza sindacale e datoriale in assenza di una disciplina legislativa organica.
Secondo il C.I.N., l’intervento normativo rischia di introdurre una forma di regolazione indiretta della rappresentanza, con possibili effetti sulla libertà negoziale, sull’autonomia collettiva e sulla partecipazione democratica delle organizzazioni operanti nel sistema delle relazioni industriali. Vengono inoltre sollevati profili di criticità con riferimento agli articoli 24 e 97 della Costituzione, relativi rispettivamente al diritto di difesa delle organizzazioni escluse e ai principi di imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa.
Il Coordinamento ha inoltre sollevato dubbi in merito alla sussistenza dei requisiti di necessità e urgenza previsti dall’articolo 77 della Costituzione per il ricorso allo strumento del decreto-legge.
“Non siamo contrari al principio di equità retributiva – si legge nella nota – ma riteniamo che non possa essere perseguito attraverso meccanismi che, di fatto, selezionano i soggetti legittimati alla contrattazione collettiva al di fuori di una legge sulla rappresentanza.”
Il C.I.N. ribadisce la disponibilità a contribuire, nelle sedi istituzionali competenti, alla definizione di una riforma organica della rappresentanza sindacale e datoriale, fondata su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori.
Claudio Armeni – Segretario Generale Conf.SELP – Confederazione Sindacale Europea Lavoratori e Pensionati – CIAS
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