by fastadmin | 13 Gennaio 2026 0:32
Roma – La manovra finanziaria è ormai legge da alcuni giorni. Ancora una volta il provvedimento non accende gli entusiasmi perché ancora fortemente condizionato dai vincoli di spesa. Tutto questo rimanda per l’ennesima volta la possibilità di una manovra realmente espansiva, ma nonostante ciò delle misure interessanti non mancano.
Il bilancio 2026 introduce un pacchetto di interventi che incide su tre aree centrali del mercato del lavoro: sostenere i redditi, incentivare comportamenti virtuosi da parte delle aziende, premiando chi investe in contrattazione, produttività, e strumenti di welfare.
RIFORMA IRPEF: PIU’ NETTO IN BUSTA PAGA
La manovra prevede una revisione degli scaglioni Irpef ed introduce una struttura più snella e vantaggiosa per la maggior parte dei contribuenti con un risparmio che può arrivare fino a 440 euro annui per redditi fino a 200 mila euro
AUMENTI CONTRATTUALI DETASSATI: UN INCENTIVO ALLA CONTRATTAZIONE
Per favorire i rinnovi dei contratti la legge di bilancio conferma e rafforza la detassazione degli aumenti contrattuali. La tassazione al 5% si applica ai lavoratori con i redditi fino a 33 mila euro, ma solo per i CCNL rinnovati nel triennio 2024 -2026: per i lavoratori aumenta il valore reale degli incrementi retributivi; per le aziende, rendere più sostenibile il costo dei rinnovi contrattuali
BUONI PASTO ELETTRONICI: LA SOGLIA DI ESENZIONE SALE A 10 EURO
Tra le misure più apprezzate e immediatamente percepibili c’ è l’aumento della soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici che passa da 8 euro a 10 euro al giorno. In questo caso si aumenta la spendibilità netta dei lavoratori senza generare costi aggiuntivi per l’azienda. Si riduce il cuneo fiscale dato che i buoni pasto entro la soglia di esenzione non sono soggetti né a imposte né a contributi, rafforzando il ruolo del welfare aziendale, rendendo in questo modo i buoni pasto uno strumento ancor più conveniente
PREMI DI RISULTATO E PRODUTTIVITA’: TASSAZIONE ALL’1% E SOGLIA PIU’ ALTA
La manovra interviene anche sui premi di risultato riducendo la tassazione agevolata dal 5% all’ 1% e innalzando il limite massimo da 3000 a 5000 euro
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